Blog,  Metodo di Studio

Studiare senza Suonare

Iniziamo questo nuovo anno 2021 con un po’ di ottimismo!

Non parleremo di buoni propositi e ne di come mantenerli, perché l’unico buon proposito che ti auguro è quello di continuare a coltivare la scintilla della tua passione più grande, anche nei momenti di buio.

In questo articolo si parlerà, dandoti alcuni consigli su come STUDIARE SENZA SUONARE.

Si certo, si può studiare (e progredire) senza dover suonare quotidianamente, perché lo spartito è come leggere un libro, e perché non memorizzare quello che c’è scritto?

Ma andiamo con ordine.

Come ho sempre sottolineato, il cervello umano non può acquisire in contemporanea più di un azione nuova mentre suoniamo lo strumento perché durante il percorso se ne perderebbe sicuramente qualcuna oppure l‘acquisirebbe male, di conseguenza impariamo male, senza accorgerci degli errori, e ci mettiamo più tempo.

Non ci accorgiamo che il cervello in un solo gesto compie tantissime sub-azioni e ci sono migliaia di impulsi al secondo: pensiamo – output – gesto – input – azione – output – gesto e cosi via.
Stessa cosa mentre suoniamo lo strumento: respiriamo, pensiamo, coordiniamo mani – lingua, vediamo, sentiamo, ci muoviamo a ritmo e cosi discorrendo.
Capiamo che se dobbiamo imparare qualcosa di nuovo che sia un gesto, un ritmo o un melodia, il nostro cervello insieme al nostro corpo compie tantissime azioni.

E qui, che bisogna girare rotta e semplificare e sequenziare l’apprendimento.
Facciamo un esempio pratico: pensa di dover imparare una sequenza melodica molto complessa e di difficile acquisizione tecnica, come l’inizio del concerto di Ibert.
Analizzando la sequenza mi trovo davanti varie difficoltà: note non sequenziali e con molti cambio di alterazioni, salti di ottava, partenza, doppio staccato, aria costante, no rigidità e prontezza nell’attacco.

Capisci che se ci approcciamo subito con lo strumento senza averci dato un occhiata o analizzata prima lo studio diventa macchinoso, faticoso e l’arresa è dietro l’angolo.

Analizzare e studiare, prima che produciamo con lo strumento, sono gli strumenti che ti permettono di comprendere come affrontare le difficoltà di un determinato brano, dal più semplice al più difficile.

Questo modo di approcciarci allo spartito (come alla tecnica) ti permette di risparmiare tempo, minimizzare gli errori, interiorizzare per sempre i brani, ottimizzando lo studio e focalizzandoti subito su cosa bisogna lavorare.

Queste idee sono nate dopo una frase di un mio caro Maestro e ne ho fatto uno stile di studio e di vita.

“STUDIARE E CHIARIRSI PRIMA E NON MENTRE SUONI”

Se non hai chiaro prima nella tua testa la musica, il ritmo e l’idea che vuoi esprimere non uscirà mai neanche dopo ore e giorni di studio.

Parte tutto dalla mente e in sinergia con il corpo, e il brano uscirà fuori.
La motivazione
che ti potrebbe portare a cambiare rotta nello studio?
il
TEMPO.
Nella mia vita da studente – ma anche oggi non è molto cambiato – non avevo molto tempo per studiare ore allo strumento: viaggi, lezioni con i maestri, allievi, esami, 24cfu, concorsi ed audizioni e tanto altro.
Non sempre avevo quelle 3 ore giornaliere per studiare con calma e serenità, ma allo stesso tempo volevo stare al passo e portare al termini i brani a un ottimo livello.

Cosi iniziai a far mia la frase del mio Maestro e tutto diventò più semplice, fluido e veloce.

Provare per credere!

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