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Questione di tempo

E’ questione di tempo, pazienza e lavoro intelligente.
Cosi Trevor Wye nei suoi libri riprende il concetto base di MOYSE
, flautista e didatta francese.

Si perché l’apprendimento è una questione di tempo, lavoro costante e intelligenza.
Imparare nuove tecnica, brani, pattern musicali hanno bisogno di tempo per poter essere interiorizzati dal nostro cervello e dal corpo, prima che diventino consuetudine.

Non possiamo imparare un nuovo concetto in poco tempo.

Non possiamo imparare senza lavorare in maniera costante e imparando la pazienza.

Non possiamo non avere un piano d’azione.

Apprendimento di nuovi concetti possono essere influenzati da tanti fattori: età, modalità di studio, quotidiano, carattere e molto ancora.
E non puoi non puoi non prenderli in considerazione.

Analizza i tre fattori dell’apprendimento:

  • Tempo. Il cervello e il corpo hanno bisogno di tempi abbastanza lunghi per apprendere nuovi concetti. Molto spesso queste tempistiche non vanno di pari passo con la velocità della società, la nostra età ed essere maturi a compiere quell’azione. Non significa che non ci arriverai mai o non riuscirai mai a proseguire come gli altri, ma lo farai a seconda dei tuoi tempi e ritmi.
    Non bruciare le tappe perché gli altri lo fanno. Datti tempo

  • Pazienza. “La pazienza è la virtù dei forti”. Il detto ha pienamente ragione, la pazienza ti rende più forte e determinato verso l’obiettivo, perché sai che il risultato arriverà. Avere pazienza ti aiuta a fare un lavoro senza stress e autolesionismo, poiché non serve condannarsi prima che il risultato arrivi e ti libera da qualsiasi influenza esterna da “arrivi prima, sei il più bravo.”

  • Lavoro intelligente. Hai gli obiettivi, hai la pazienza e le azioni da fare ma non hai un piano d’azione per arrivarci. Avere un lavoro intelligente – pensato su di se, le proprie caratteristiche e quotidiane- significa sapere che percorso devi attraversare per arrivare agli obiettivi.
    Non puoi pensare di fare un percorso senza sapere con che mezzo poterlo affrontare; non puoi pretendere di risolvere il problema tecnico senza spezzettarlo e comprendere la radice del problema.
    Avere un lavoro intelligente ti permettere di non abbandonare la barca prima che questa arrivi al traguardo.

La pratica strumentale ha bisogno – come in tutte le cose – di tutti questi aspetti. Ci hanno insegnato a correre, ad arrivare il prima di tutti (anche se non era il momento), di avere tutto e subito e di lavorare senza un capo ne coda.

Perché?

“Perché si fa cosi”, dicono. Ma non è cosi.
Questa è smania di vincere titoli o battere altri. Smania di arrivare primi, essere migliori di altri, ma per avere cosa? Coppe e riconoscimenti, e a te cosa rimane?
Rispettati in prima cosa e poi i riconoscimenti arriveranno grandi o piccoli che siano.

Non farti influenzare da una consuetudine sbagliata di una società che preferisce i riconoscimenti alle persone. Datti tempo, abbi pazienza e lavora costantemente e in modo intelligente, cioè che funziona per te.

Calma il tuo senso di fretta e di bruciare le tappe, perché il tuo apprendimento non ne gioverà.

Segui questi tre brevi consigli:

  • Respira e calma la vocina interiore che ti dirà che non ce la farai.

  • Definisci gli obiettivi mensili e dividi settimanalmente le azioni per raggiungerli.

  • Datti un tempo per ogni esercizio di pratica che farai.

Non devi fare altro: incomincia e raggiungerai qualsiasi cosa.

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