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Music Monday – Poulenc

Francis Poulenc, compositore francese nato il 7 gennaio 1899 a Parigi e morto il 30 gennaio 1963.
Fu membro del Gruppo dei Sei, assieme a Darius Milhaud, Georges Auric, Arthur Honegger, Louis Durey e Germaine Tailleferre.

Compositore e pianista, ha scritto tantissimo repertorio musicale sia per strumento solista fino ad arrivare a opere liriche.

Una figura molto tormentata e nella sua musica si percepisce questo dualismo, tra pace e tormento. La sua musica raccoglie tantissime influenze esercitate dalla Belle Époque in uno stile semplice, che risente fortemente del dadaismo, scherzoso e umoristico ma anche melanconico, senza escludere legami col neoclassicismo francese.
Ma allo stesso tempo musicalmente elegante, con energia e molto spirito.
Un compositore eclettico ed entusiasmante verso la vita e la musica.

Poulenc dichiarò che la sua musica è il suo ritratto.
Se ascoltiamo i suoi brani possiamo percepire il carattere e le idee del musicista. La sua musica rappresenta un forte dualismo contrastante nel carattere e nei suoi ideali.
La persona Poulenc è composto da tante sfaccettature: disinvolto e devoto gentile. Il suo grande amico Britten lo descrisse molto chiaramente:

“Per il medio inglese, la musica di Francis Poulenc potrebbe apparire come quella del tipico compositore francese: spiritosa, audace, sentimentale, maliziosa. In realtà però Francis era molto spesso depresso, impressionabile, insicuro e soggetto al panico. […] Dava un grande significato alla sincerità: era troppo innocente per essere ipocrita”

Questa sua dicotomia si rivela anche nella sua vita privata: omosessuale e la sua profonda fede cattolica. Questa sua dicotomia, non aiutò il compositore ad avere una vita tranquilla e serena, ma fu travagliata da alti e bassi, anche a causa della sua depressione.
La depressione si appesantì ulteriormente quando, nel 1955, a Roubert – suo compagno – venne diagnosticato un tumore: si spense nello stesso giorno in cui lui terminava di copiare l’abbozzo del finale della sua opera lirica “Dialoghi delle Carmelitane“.
La sua vita però prese una giusta piega in seguito allo sfolgorante successo grazie a quest’ultima opera lirica, alla serie di concerti insieme a Bernac e a Jean-Pierre Rampal, dedicatario della sua “Sonata per flauto e pianoforte” (1956) e alla ritrovata serenità insieme al suo ultimo compagno, Louis Gautier.

La sua musica è il suo ritratto, e dall’infaticabile ricerca melodica, dal gusto armonico crudo e seducente, da una mai sconfessata passione ritmica, ne emerge la figura complessa e ricchissima di uomo. (dall’articolo quinte parallele)

 

 

 

Articoli interessanti:
https://www.quinteparallele.net/2019/06/francis-poulenc-monaco-briccone/

 

Consiglio d‘ascolto:

Francis Poulenc, Sonata per flauto e pianoforte

  • esecuzione integrale – Jean-Pierre Rampal, Robert Veyron-Lacroix
  • II: Cantilena – Jean-Pierre Rampal, Francis Poulenc
    Parigi, Salle Gaveau, 1959

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